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Il Bastone di San Giuseppe ed il celebre detto

Scopri l’origine del celebre detto napoletano «Non sfruculia’ ‘a mazzarella ‘e San Giuseppe!» attraverso la storia del Bastone fiorito del Santo, preziosa reliquia giunta a Napoli nel 1712 con il cantante Niccolò Grimaldi. Un racconto affascinante tra devozione, leggenda e tradizione popolare, custodito nel nostro Museo.

Tanti conoscono il detto napoletano «Non sfruculia’ ‘a mazzarella ‘e San Giuseppe!», ma quanti sanno che esso si lega al Bastone fiorito del Santo conservato nel nostro Museo?

La preziosa reliquia arriva a Napoli nel 1712 con il celeberrimo cantante castrato Niccolò Grimaldi, detto Nicolino, reduce dai successi riscossi nei teatri di Londra. Giunto dalla Terrasanta attraverso una serie di vicende che incrociano la storia con la leggenda, il Bastone era in Inghilterra già dal XIII secolo, ricoverato nel convento dei padri carmelitani del Sussex, poi arrivato nella proprietà della famiglia Hampden. Grimaldi lo riceve in dono da Anna Stuart per un atto di riconoscenza e decide di esporlo al pubblico nel suo appartamento alla Riviera di Chiaia nel giorno onomastico del Santo e in altre ricorrenze stabilite; e, come raccontano le fonti ‘’il concorso di popolo era considerevole, anche i membri della famiglia del Vicerè si recavano presso la casa del Grimaldi per venerare la reliquia’’. A guardia del Bastone c’è un servo di origini veneziane che invita i visitatori, desiderosi di toccare il prezioso oggetto per ingraziarsi il favore del Santo al quale era appartenuto, a ‘non sfroliar’ (non strofinare) il bastone, che i napoletani trasportano subito nel ‘non sfruculiar’. Da qui il celebre detto che, pronunciato, invita a ‘non provocare e a non infastidire’.

Nell’immagine:

M. Ricci, Nicola Grimaldi dirige la prova di un’opera, 1700-1715. Olio su tela. Londra, Collezione Graham